Questo sono io

Sono nato il 6 ottobre 1958 a Palazzago un’oasi di tranquillità incastonata tra la Valle San Martino e la Valle Imagna. Mio padre, magazziniere, e mia madre, casalinga, mi hanno tramandato l’amore per la mia terra, un comprensorio di montagna e borghi storici. Sono stati loro ad insegnarmi il senso del dovere e il rispetto per le persone; le due direttrici della mia vita. Fin da ragazzo ho alternato allo studio, lavoro e impegno sportivo. Le mie vacanze scolastiche estive le ho trascorse a lavorare come tornitore, imbianchino, impiantista elettrico e perfino caddie (il ragazzo che trasporta ai giocatori le sacche con le mazze da golf). Questo conciliando con duri allenamenti in bicicletta in preparazione delle gare. Dopo il diploma ho iniziato a lavorare come broker assicurativo. Avrei voluto continuare gli studi, ma le tasse universitarie e i costi da sostenere erano fuori dalla portata della mia famiglia. Non importa, sapevo che “nulla accade se prima non lo immagini” e io mi vedevo già immerso nell’amore della mia famiglia, sapevo che avrei dovuto mettermi in proprio per garantire il meglio ai miei cari. Capivo che non potevo essere un Uomo, se non avessi condiviso esperienze associative. Sognavo di poter fare qualcosa di buono per la collettività attraverso la passione per la politica. Mi sono rimboccato le maniche: ho coltivato la conoscenza, ho accettato e affrontato con coraggio le sfide della vita, ho iniziato a costruirmi il futuro. Ad aiutarmi in questo percorso c’era e c’è mia moglie Enza; ci siamo sposati giovani, poco più che ventenni. Con lei ho condiviso sogni, sacrifici, gioie e sofferenze; con lei abbiamo coltivato la crescita dei nostri veri tesori: Simona e Andrea. Simona parla sei lingue e si occupa degli acquisti sul mercato cinese per un’azienda bergamasca. Andrea ha ereditato la mia passione per il golf ed è un giocatore professionista, da 5 anni in Nazionale.

Lo sport è una costante della mia vita. Ho iniziato a correre in bicicletta a 13 anni con l’Unione Sportiva Palazzago e ho proseguito la mia carriera agonistica in diverse società con sede ad Alessandria, Bergamo e Varese, coronando il sogno di ogni atleta: indossare la maglia azzurra. Ho rappresentato l’Italia nella “Vuelta de Guatemala 1980”. Lo ricorderò sempre come il primo viaggio oltreoceano della mia vita e per aver conosciuto l’estrema povertà di quella popolazione. Interrompo l’agonismo alla fine di quell’anno (1980) per un incidente che coinvolge mio fratello e altri amici ciclisti e che mi segna profondamente. Ma non posso fare a meno di sport e di attività fisica. Per una decina d’anni gioco a calcio nella squadra del mio paese prima nel campionato CSI e poi in terza categoria. Ma è il golf a conquistarmi. La passione nasce a 13 anni quando inizio a fare il caddie il sabato e la domenica per guadagnare qualche necessaria liretta. Andavo a tirare la sacca ai ‘signori’ che giocavano al golf club L’Albenza di Bergamo; a quei tempi era uno sport elitario che si potevano permettere in pochi. Trascinavo la sacca da golf per 5 ore accompagnando i giocatori per 18 buche.
E intanto, mi appassionavo e, insieme ad altri ragazzi, imitavo lo swing (il movimento del corpo) colpendo pigne, sassi e ogni cosa che potesse “volare”. La sera, di nascosto, entravamo in campo e, dopo aver cercato le palline perse nel bosco dai giocatori, giocavamo utilizzando a mo’ di mazza i tondini di ferro per armature, che prendevamo accanto ai fossati che delimitavano il percorso di gioco. “Nulla accade se prima non lo immagini” e a 28 anni ecco realizzato il mio sogno di diventare golfista: prima socio del Golf Club Bergamo e poi dirigente nel consiglio direttivo del circolo che ha formato Costantino Rocca, il più grande campione di golf italiano e caro amico.

Ho dedicato la stessa passione per lo sport al lavoro. Per anni (dal 1978) mi sono occupato di assicurazioni, coniugando questa attività con altre esperienze lavorative. Nel 1980 un amico, titolare di un’agenzia pubblicitaria, mi chiede di lavorare per lui e comincio a vendere spazi pubblicitari per il settimanale “La Provincia di Bergamo” e altri prodotti stampati. Dal 1981 al 1983 apro un’agenzia pubblicitaria la PubbliErre, ricordo con piacere l’organizzazione della “Mostra mercato artigianato e piccola industria Val San Martino”: un’esperienza incredibile e coinvolgente. Io e mia moglie, oltre che dell’organizzazione, ci occupavamo dell’affissione dei manifesti e del volantinaggio nei paesi della zona. La ristorazione era affidata agli Alpini, le serate erano allietate da musica e balli. La vigilanza notturna era affidata a due guardie d’eccezione: io e il mio amico Pier, che ci fermavamo dopo la chiusura dormendo sui letti dei mobilieri che esponevano … cosa fa fare la fame! Nell’84 inizio una nuova avventura: rilevo con un amico una serigrafia con 3 dipendenti e 80 milioni di fatturato. Da incoscienti, per acquistarla, firmiamo cambiali per 150 milioni; pensandoci ora mi vengono i brividi! Si lavorava tanto, anche 18 ore al giorno, ma mi piaceva il profumo del colore e vedere i prodotti trasformarsi attraverso il telaio. L’azienda raggiunge nel primo anno di attività 280 milioni di fatturato, 580 l’anno dopo (fatturato che si decuplica negli anni successivi). All’inizio del ’90, a 32 anni, avevo un’azienda che dava lavoro a un centinaio di persone. Emmepi Italiana: la più grossa serigrafia in Italia con una produzione di oltre 20 mila capi al giorno anche per grandi marchi (Nike, Adidas, Benetton…). Gli sforzi sembrano finalmente ripagati quando la crisi del mercato tessile mette in ginocchio l’azienda. Nel 1995 sono costretto a chiudere, perdendo tutto, anche ciò che di personale avevo. Sofferenza… tanta, frustrazione… molta, ma c’è mia moglie, ci sono i miei bimbi, non mi posso arrendere si deve ripartire…  ripartire da zero! Metto in piedi una società che commercializza abbigliamento e articoli promozionali, organizzo eventi e circuiti di golf. “L’oggi è frutto del passato e seme del futuro” e a me piace l’idea di appassionarmi a nuove sfide.

La politica entra nella mia vita mentre studio il Sofismo e la Polis all’età di 13 anni. E’ a quell’età che maturo un sogno che coltiverò negli anni: “da grande farò il parlamentare per essere utile alla collettività e cambiare il mondo”. A 16 anni, con miei coetanei, costituiamo il GISP (Gruppo d’impegno socio politico), ci inventiamo un giornalino, che stampiamo col ciclostile del parroco, e ci battiamo per ottenere una biblioteca a Palazzago: missione compiuta! Nel 1990 sono eletto consigliere comunale nel mio paese ricoprendo il ruolo di capogruppo in consiglio e di assessore. Un’esperienza che dura solo due anni per una mia presa di posizione contraria alla costruzione di un inceneritore di rifiuti tossici ospedalieri sulle mie amate colline. La legalità e l’onestà sono per me dei chiodi fissi. Nel 1992 fondo l’associazione “Pensatori Liberi” (con un gabbiano come simbolo) a sostegno del pool di “Mani Pulite” e di Antonio Di Pietro che già conoscevo. Dopo la morte di Giovanni Falcone, in un mese, ci organizziamo e il 28 giugno 1992 eccomi su un palco in Piazza Duomo a Milano con davanti a me 15 mila persone e nel cielo palloncini con slogan quali “Falcone tu vivi”, “10, 100,1000 Di Pietro”, “Davigo, Colombo, Di Pietro, GRAZIE!” e “Di Pietro siamo noi”. Nel 1998 scelgo di seguire Di Pietro nella costruzione del movimento Italia dei Valori, successivamente trasformato in partito, per poter incidere nel cambiamento. Nel 1999 seguo la campagna elettorale per Di Pietro (eletto) in occasione delle elezioni europee. Nel 2000 sono membro nell’Assemblea nazionale dell’Asinello: 59 membri tra cui Antonio Di Pietro, Arturo Parisi, Leoluca Orlando, Francesco Rutelli… esperienza che finisce a settembre del 2000 quando, a seguito della fiducia al governo Amato, decidiamo di uscire per camminare da soli. Quanta incoscienza, quanta fatica! Ma alle elezioni 2001 eccoci presenti in tutti i collegi senatoriali e circoscrizionali e i nostri candidati in 446 collegi uninominali su 475. Ci siamo fermati al 3,98%, restiamo fuori dal Parlamento, dopo poche ore subiamo il tradimento dell’unico senatore eletto tal Valerio Carrara: che delusione! Nel 2008 vengo eletto nella lista IDV nel collegio Lombardia 2 ed eccomi qui ad assolvere al mio dovere di deputato, con la conferma che la mia filosofia di vita “Tutto ciò che accade nella vita, accade per il meglio” è giusta!

Il mio impegno nell’associazionismo è iniziato grazie alle prime esperienze di condivisione favorite dall’ambiente dell’oratorio. Quando smetto di praticare il ciclismo “sudato”, mi impegno come dirigente dell’Unione Ciclistica Palazzago e nell’organizzazione di numerose gare. Sempre nel mio paese sono coinvolto nella società di calcio sia in veste di giocatore che di vice presidente, vivendo la soddisfazione dell’inaugurazione del campo di calcio comunale e del passaggio in seconda categoria. Nel 1988 vengo chiamato a far parte del Lions Club International di cui condivido tuttora etica e scopi pur avendo dovuto interrompere la mia appartenenza nel 2009 a causa degli impegni politici. Come Lions sono stato presidente di Club nell’anno (lionistico) 1992-1993 e cerimoniere distrettuale nell’anno 2001-2002. Dal 1989 ho partecipato alla costruzione e alle svariate attività, ludiche e di solidarietà, della Unione Italiana Lions Golfisti, che coniuga la comune appartenenza al Lions International, alla passione per il golf e allo spirito di servizio verso chi è meno fortunato. Nel 1996 ho l’intuizione di far condividere le esperienze amministrative dei comuni del mio territorio (l’Isola Bergamasca), coinvolgendo associazioni, imprese e Cittadini. Con altri amici fondo l’ASICIB (associazione sviluppo informazione e cultura Isola Bergamasca), di cui sono tuttora presidente e che edita il “Giornale dell’Isola”, un bimestrale tabloid di 40 pagine diffuso gratuitamente in 55 mila famiglie della zona. Da un anno, per motivi economici, il giornale vive solo online. Nel 2005, in conseguenza del progetto di “socializzazione del golf” inaugurato l’anno prima in quel di Mozzo (BG), costituisco l’associazione sportiva Golf Indoor Bergamo, di cui sono tuttora presidente. Nello stesso periodo, per venire incontro alle esigenze di imprenditori nel settore golfistico, promuovo la nascita del consorzio italiano proprietari campi di golf (Golfimpresa), di cui sono stato presidente fino al 31 dicembre 2008; mi sono dimesso dall’incarico per occuparmi a tempo pieno dell’impegno parlamentare e del ruolo di responsabile nazionale dell’organizzazione Italia dei Valori.