Ivan Rota (FI) sul Pdl dei mulini storici: «Approvata una legge per tenere viva la nostra tradizione, la funzione didattica, il turismo e i prodotti tipici bergamaschi»
Ivan Rota (FI) sul Pdl dei mulini storici: «Approvata una legge per tenere viva la nostra tradizione, la funzione didattica, il turismo e i prodotti tipici bergamaschi»
«Oggi abbiamo approvato la legge regionale per riqualificare e promuovere i mulini storici; anche alla luce delle numerose visite fatte ai mulini del mio territorio, lo ritengo un passaggio importante per tutelare la nostra tradizione e i prodotti tipici» così il consigliere regionale Ivan Rota di Forza Italia a margine del consiglio di martedì 21 aprile.
Nella Provincia di Bergamo esistono decine di mulini storici, alcuni esempi sono: il Mulino di Baresi – Roncobello, il Mulino Bianco (oggi Museo Le Macine) – Castione della Presolana, Il Parco dei Mulini, il Mulino Sorgente Moia, il Mulino Giudici Pietro – Cerete, Il Mulino di Bienno. In tutta la Lombardia ne esistono oltre 700.
«Queste realtà rappresentano un patrimonio di storia, mantengono vive le nostre tradizioni e i nostri valori, per questo hanno un grande valore didattico per le nuove generazioni e molte scuole fanno lezioni in questi luoghi. Un altro aspetto importante è la loro attrattività per il turismo locale – ha proseguito Rota – . Con l’approvazione di questa legge, Regione Lombardia prevede di mettere a bilancio oltre 500mila euro per il triennio 2025-2027 per restauri e ristrutturazione dei mulini storici lombardi. Al fine di una adeguata promozione di queste attività, verrà annualmente organizzata la Settimana Regionale dei Mulini Storici nella seconda metà di maggio».
L’azzurro ha anche ricordato che: «Con questa legge non sono valorizzati solo gli impianti, ma tutta la filiera agricola locale che produce il mais. Un esempio? Durante le mie visite ai mulini, ho acquistato la farina ottenuta con il mais Rostrato Rosso di Rovetta, macinato grazie all’energia prodotta dall’acqua in caduta, con cui ho cucinato una gustosa polenta dal sapore di quando ero bambino. Come istituzioni dobbiamo attenzionare questi prodotti che fanno parte della tradizione, sostenere chi li produce e lavora, preservare questa biodiversità e valorizzarla da un punto di vista gastronomico, culturale e turistico».
