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Ivan Rota (FI) sulla legge del patentino digitale: ”Siamo la prima Regione a regolamentare questo tema per contrastare bullismo, cyber bullismo e disagio giovanile, attraverso la formazione dei ragazzi. La vita va oltre i social network”

“Abbiamo approvato l’importante legge regionale per il conseguimento del patentino digitale per tutelare i nostri ragazzi dai danni sempre più evidenti del bullismo, cyber bullismo e baby gang. Questa è una vera e propria rivoluzione promossa dal collega Giuseppe Licata e sostenuta dal gruppo di Forza Italia, siamo la prima Regione in Italia ad adottare un progetto di legge su questa tematica” ha fatto sapere il consigliere regionale Ivan Rota di Forza Italia, martedì 26 maggio dopo il voto al Pirellone. “Ritengo che la formazione e l’educazione siano alla base delle nuove generazioni e questa legge va proprio in questa direzione – ha aggiunto l’azzurro -. Non basta solo condannare e criticare i ragazzi a posteriori, bisogna dar loro gli strumenti per un utilizzo corretto e consapevole degli strumenti internet per risolvere alla radice il problema del bullismo e cyber bullismo. Regione Lombardia metterà a disposizione 475mila euro per un bando promosso insieme all’Ufficio Scolastico Regionale per finanziare progetti di formazione per i nostri ragazzi”. L’indagine ISTAT Bambini e ragazzi – Anno 2023 “Nuove generazioni sempre più digitali e multiculturali” evidenzia che quasi l’85% dei ragazzi tra 11 e 19 anni dispone infatti di un profilo su un social network. Per queste generazioni anche le relazioni con gli amici passano attraverso Internet: l’8,4% dei giovanissimi dice di essere continuamente online o al telefono con gli amici (chat, chiamate, videochiamate, ecc.); il 40,3% dichiara di essere online o al telefono con amici più volte al giorno. “Questi sono dati allarmanti, purtroppo amplificati dal Covid, che evidenziano l’iper connessione e isolamento dei giovanissimi – ha concluso Rota -. Questo Pdl punta a ridare equilibrio a quella fascia di età di ragazzi tra 11 e 19 anni, perché le relazioni e i rapporti si creano con il rapporto umano e non attraverso uno smartphone”

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