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Ivan Rota (FI): “A fronte di una richiesta di alloggi pubblici sempre alta, Regione Lombardia risponde mettendo a disposizione 96 milioni di euro per favorire l’housing sociale”

“La richiesta di alloggi pubblici in Lombardia è sempre molto alta, per questo Regione continua mettere in campo soluzioni per rispondere a questa esigenza dei cittadini più deboli, anche attraverso l’housing sociale” Questo il commento del consigliere regionale Ivan Rota che mercoledì 27 maggio ha preso parte alla riunione del Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione, dove è stato analizzato il Rapporto annuale – anno 2024 – disciplina regionale dei servizi abitativi. “I numeri parlano chiaro: nell’anno 2024, sono stati emanati complessivamente in tutta la Lombardia 103 avvisi per assegnare abitazioni pubbliche, mettendo a disposizione 3.478 alloggi, per la cui assegnazione i cittadini hanno presentato 54.393 domande – ha sottolineato l’azzurro -. Questo è un segno chiaro di come tanti lombardi hanno difficoltà ad avere un tetto sopra la testa”. Il patrimonio SAP lombardo risulta costituito da 161.305 unità abitative, di cui 95.790 di proprietà delle Aler e le restanti 65.515 di proprietà dei comuni lombardi. “Oltre 9mila alloggi sono diffusi nei vari ambiti bergamaschi – ha aggiunto Rota -. Anche nella nostra Provincia non mancano le richieste. Il bando chiuso ad aprile 2026 ha registrato 1300 domande a fronte di 68 alloggi tra il capoluogo orobico e gli altri Comuni”. Il consigliere ha voluto anche evidenziare come: “Regione Lombardia ha rafforzato il piano di housing sociale con uno stanziamento da 96 milioni di euro finalizzato a mettere a disposizione migliaia di abitazioni a prezzi accessibili per lavoratori, famiglie, studenti e persone in condizioni di fragilità”. L’obiettivo è ampliare l’offerta abitativa a canone calmierato e sostenere la fascia di reddito medio e medio-basso che fatica a trovare soluzioni sul mercato privato e nel contempo non può accedere alle graduatorie per l’edilizia popolare. Sono previste tre linee di intervento: una dedicata a imprese, cooperative e Comuni; una riservata alle Aler; una destinata agli enti sociali e religiosi impegnati nel sostegno alle fragilità e all’accoglienza temporanea legata a studio, lavoro e cura.

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