Rota e Lobati (FI) sul Pdl Promozione Comunità di pianura:«La scelta giusta per la gestione associata dei servizi tra Comuni con possibilità di accesso a fondi regionali. L’Isola Bergamasca è l’esempio di questa visione territoriale condivisa tra più comuni»
Rota e Lobati (FI) sul Pdl Promozione Comunità di pianura:«La scelta giusta per la gestione associata dei servizi tra Comuni con possibilità di accesso a fondi regionali. L’Isola Bergamasca è l’esempio di questa visione territoriale condivisa tra più comuni»
«La giunta regionale ha approvato il Progetto di legge per la promozione delle ‘Comunità di pianura’ un’ottima notizia per la nostra Provincia di Bergamo, favorirà l’esercizio associato di funzioni e servizi comunali, beneficiando di specifici contributi regionali» hanno fatto sapere i consiglieri regionali Ivan Rota e Jonathan Lobati.
«Tutto ciò grazie alla risoluzione presentata dal collega Giovanni Malanchini e da me sottoscritta, votata qualche mese fa in aula – ha proseguito Rota -. Il suo intento era proprio quello di valorizzare le comunità di pianura per garantire servizi migliori ai cittadini. Oggi questa iniziativa, che come gruppo Forza Italia abbiamo da subito condiviso, trova la sua attuazione – ha proseguito Rota -. Nella nostra Provincia esiste già l’Isola bergamasca, una realtà territoriale di 21 Comuni ben definita e circoscritta tra il fiume Adda e il fiume Brembo, costituitasi in libera associazione da oltre quarant’anni. Era la Comunità dell’Isola bergamasca, che oggi ha cambiato nome in Associazione Isola Bergamasca (AIB), pur rimanendo la stessa realtà; una realtà di comuni che hanno avvertito già da tempo la necessità di confrontarsi e collaborare nell’interesse comune».
«Nella Bergamasca possiamo già contare sei Comunità Montane compresa quella interprovinciale tra Lario Orientale e Valle San Martino – ha aggiunto Lobati -. Solo facendo rete tra piccoli Comuni, sia nelle nostre valli che in pianura, si possono dare ottimi servizi ai cittadini, che è l’unico fine di chi fa politica a tutti i livelli».
Le ‘Comunità di pianura’ si incardinano nel Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, e precisamente nell’ambito delle convenzioni stipulate ai sensi dell’articolo 30 del Testo Unico. La legge riconosce le ‘Comunità di pianura’ come convenzioni tra un numero minimo di comuni non classificati montani ai sensi della normativa statale vigente e non appartenenti a comunità montane, afferenti al medesimo ambito territoriale omogeneo o zona omogenea di pianura. Si tratta di convenzioni strutturate con una durata minima di dieci anni, che consentiranno alle amministrazioni locali di condividere competenze, personale e servizi, beneficiando di un sostegno economico dedicato da parte della Regione.
Tra gli elementi qualificanti della riforma vi è l’individuazione di ambiti territoriali omogenei di riferimento, che consentiranno di sviluppare politiche condivise e strategie comuni su scala sovracomunale.
Le ‘Comunità di pianura’ potranno accedere ai contributi regionali a fronte della gestione associata di almeno cinque funzioni o servizi strategici, tra cui pianificazione urbanistica e protezione civile, entrambe nell’ambito delle competenze attribuite ai comuni dalla normativa vigente, opere pubbliche ed edilizia privata, servizi informatici, digitali e di cybersecurity, commissione comunale di vigilanza per i locali di pubblico spettacolo, gestione del personale, gestione dei tributi, Suap e Polizia locale.
